giovedì, 17 aprile 2008

rise up




Il punto è: voglio? Si che voglio, voglio non mandare tutto a puttane. Non posso. Cioè, ma ve l'immaginate il livello di stupidità che raggiungerei se lo facessi? Cioè, puntualizziamo. Stupida lo sono già. E per giunta bionda, fighettina e di elledue, che tanto ormai me lo dico pure da sola. No vabbè, ormai sono più due mesi (più di due mesi?) che me lo sento ripetere giorno per giorno. Ma dico, potrei mai lasciarmi scappare qualcuno che è così dolce con me, che fa il simpaticone e mi dà solo baci e abbracci? [Aspè, sto scherzando naturalmente... tsè!]. E potrei mai lasciarmi scappare la stronza che mi manda a cagare, quella che mi definisce vintage e bestiola, quella a cui fa schifo la mia lingua e lo stronzo che mi lascia lividi con un morso? No, non potrei farmi mai sfuggire tutto questo. Forse non lo merito, però al diavolo. Ce l'ho, ho la fortuna di averlo. E me lo tengo, da perfetta egoista, anche se non lo merito. Perchè la loro [vostra] amicizia è fra le cose più belle che mi siano mai capitate.
Paradossalmente è stata proprio una delle mie paure a darmi una scossa. La paura di perdere tutto questo, per colpa mia. Perchè, non so perchè. So che davanti a me c'è/era un muro, chenonsoquandoecomelhoalzato. Su quello stesso muro adesso c'è uno squarcio, perchè voglio abbatterlo, voglio che non esista più. Mi sono chiesta che cazzo di fine avesse fatto la me che mi piaceva tanto, quella per cui ho lottato tanto, che sorrideva, che vedeva il sole anche quando non c'era, che diceva "tanto tutto passa, sempre". Mi è mancata maledettamente questa parte di me stessa. Perchè non ha senso lottare tanto per qualcosa e poi mandare tutto a puttane per paura. Lottare per vivere e poi avere paura di farlo. No, non ci sto. Non sono io questa. Non sono io quella dell'ultima settimana, non posso essere io. Solo che ogni tanto lo dimentico. E anche se qualcuno ci prova a ricordarmelo, non ascolto, non voglio ascoltare. Perchè devo essere io a rialzarmi quando cado, con le mie forze. So che capite il perchè. Ognuno di voi può capirlo e ognuno di voi mi ha aiutata in qualche modo. Credo di dover guardare le cose per come stanno. Voglio la perfezione e non posso averla. Vorrei dare solo il bello di me, ma non posso, non sempre almeno. Ma adesso sono qui. Rieccomi di nuovo. Felice, sorridente, con la voglia di spaccare quel muro. E ci riuscirò.
postato da doza alle ore 10:52 | Permalink | commenti (13) / commenti (13) (pop-up)
categoria: pensieri, ricordi, sogni, speranza, amicizia, tempo, vaffanculo, sorrisi, vivere, libertĂ , voglia di


lunedì, 07 aprile 2008

perchè sono felice se...

Sono felice se... il sole splende, il cielo è limpido e fa caldo...
Sono felice se... mentre attraverso via basile, per andare all'università, sorrido dopo che un tizio mi blocca impedendomi di finire sotto una macchina...
Sono felice se... mentre cammino per strada mi sembra ancora di sognare...
Sono felice se... questo sogno dura fino alle 8.45 e non ho la fretta di arrivare a lavoro...
Sono felice se... baci, abbracci, sguardi, sorrisi, parole...  
Sono felice se... con baci, abbracci, sorrisi e parole il mio umore, nero dopo un brutto sogno, sorride di nuovo...           
Sono felice se... adoro le sorprese e qualcuno me le fa...                       
Sono felice se... è imprevedibile ed è in grado di sorprendermi giorno per giorno...

Sono felice se... finalmente posso usare i rollerblade che le pine mi hanno regalato... 
Sono felice se... dopo mezz'ora di pattinare, ho totalizzato quattro cadute....           
Sono felice se... sono piena di lividi, le ginocchia e il popò mi fanno male, però riuscirò prima o poi a farcela...                               
Sono felice se... cuciniamo insieme antipasto porcheroso ai formaggi...
Sono felice se... cena e post annesso con la orange gang mi rendono strafelice...
Sono felice se... si balla abbestia e riesco finalmente a scaricare l'adrenalina accumulata post laurea...
Sono felice se... dopo Rocket decidi di tornare di nuovo con noi e balliamo al nostro solito e meraviglioso modo...
Sono felice se... basta un solo abbraccio, un solo sguardo, per riuscire di nuovo a vedere il sorriso su quel volto che tanto adoro...    
Sono felice se... un sms mi dice che sei felice e io non avevo dubbi che sarebbe stato così... 
Sono felice se... quattro giorni su cinque...                    
Sono felice se... sono solo quattro su cinque per cause di forza maggiore...
Sono felice se... il buongiorno si vede dal mattino...
Sono felice se... mare, sole, spiaggia...
Sono felice se... mangio gelato setteveli e vaniglia... sbavvvvvvvvvv
Sono felice se... compà, cucì, biunna, lady oscar, nicole...                 
Sono felice se... riesco finalmente a vedere la prof dopo tre settimane dalla laurea e comincio a pensare seriamente al mio futuro...  
Sono felice se... Barcellona, Madrid, Valladolid...


 

Sì, sono proprio felice. E sorrido pensando a ciò che di bello mi circonda, alla fortuna che ho di conoscere persone fantastiche e di poter condividere con loro qualcosa di assolutamente meraviglioso, come lo è la nostra amicizia. Un'amicizia che supera qualsiasi ostacolo, che non si ferma alle piccole incomprensioni. Un'amicizia che si basa su un affetto che va oltre lo stare insieme ogni giorno. Perchè sorridere, e farlo tutti insieme, è il regalo più bello... per me, per ognuno di noi. Perchè condividere questi momenti della mia vita con l' og è la cosa più bella che mi sia capitata... Perchè tutto sa di vita, di aria fresca, di libertà... Perchè non riesco a smettere di saltellare... Perchè mi sento felicemente idiota... Perchè ho il sorriso da ebete felice... Perchè abbiamo il sorriso da ebeti felici... E quello che mi rende più felice non è riuscire a sorridere, ma veder sorridere tutti voi... E avrei altri centomila motivi da scrivere per ricordare quanto sono felice, ma basta tenerli dentro di me, conservarli, e ricordarmene un giorno, per sorridere ancora.

postato da doza alle ore 12:33 | Permalink | commenti (14) / commenti (14) (pop-up)
categoria: pensieri, ricordi, amicizia, tempo, sorrisi, vivere, libertĂ , equilibrio, voglia di


mercoledì, 02 aprile 2008

sensi

Pomeriggio fantastico. Al parchetto con l'orange gang. Tutte e tre la stessa patata. La donna con gli occhiali rossi. L'uomo con i capelli di fragola. Il mutandina sexy duck. La parrucca rosa shocking. E poi. Stretti lungo le strade della città. Sotto il cielo azzurro e il sole caldo. Una cornice perfetta per esplorare, esplorarsi. Una cornice perfetta per quei baci lungo le strade. Per un gelato alla nocciola e stracciatella. Per un gianduiotto da imboccare se hai gli occhi chiusi. Tutto perfetto [quasi]. E quelle mani intrecciate, strette, l'une nelle altre. Quelle mani con la voglia di accarezzare. Quelle mani che si sfiorano. E un brivido che ti percorre lungo la schiena. E' una sorpresa giorno per giorno. Sono piccole paure che si superano. Sono incertezze da affrontare. Non è per niente facile. Per me non è mai niente facile. Ma quando trascorro queste giornate la strada sembra tutta in discesa. E gli ostacoli li posso superare, lo so. Quando c'è il sole è sempre tutto più bello. Viene più facile anche sorridere. Ma parlare non lo è mai. E mi sento solo una grandissima stronza. Non lo so io perchè sono così. Ma stasera non voglio pensare a come sono. Stasera voglio pensare solo alla voglia di stringere e intrecciare quelle mani, di sfiorare quella pelle, di baciare quelle labbra, di guardare quegli occhi e quel sorriso, di ascoltare quella voce. Stasera voglio pensare a quello che ho e a quello che non voglio lasciarmi sfuggire.

postato da doza alle ore 22:20 | Permalink | commenti (11) / commenti (11) (pop-up)
categoria: pensieri, ricordi, amicizia, tempo, sorrisi, vivere, voglia di


giovedì, 27 marzo 2008

change

No, perchè... quando ci sono troppe cose da fare, quando ci sono troppe cose da dire, quando si desiderano così tante cose, quando si vorrebbe spaccare tutto, quando si brucia dentro, quando... quando vorresti ma non puoi, quando vorresti ma non riesci, quando sai che è giusto ma sei solo capace di dire "lo so", quando sai che devi farlo ma qualcosa ti blocca... e ti culli dolcemente nelle tue stupide giustificazioni che, lo sai, non servono a nulla se non a giustificarti con te stessa e basta. Perchè in realtà tu non vuoi guardare la realtà. Vedi solo quello che vuoi. Vedi solo immagini che nascono nonsoquandononsocomenonsoperchè... eppure vedi solo quelle.

[stop]

Un nuovo cambiamento. Ancora crescere, crescere, crescere... senza fermarmi mai. Ancora voglia di me stessa, di scoprirmi, di scoprire i miei limiti, quello che so e posso fare, dove posso arrivare. Voglia di arrivare lontano, molto lontano. E forse di non tornare più. Crisi, di nuovo. Come ogni volta che nella mia vita cambia qualcosa, come ogni volta che in me avviene un cambiamento. Un anno di cambiamenti. Uno più importante dell'altro. Uno più sconvolgente dell'altro. Laureata. E' così strano dirlo. Ed è così difficile crederci. Non so perchè. Forse semplicemente non credevo di arrivarci. Forse semplicemente perchè ce l'ho fatta senza crederci [senza crederMI]. Credo si tratti di assestamento, in realtà. Perchè tanto la strada è ancora lunga... e di cammino ce n'è tanto. Io, sono solo all'inizio. All'inizio di un cammino che non so dove mi porterà, ma so dove voglio che mi porti.

postato da doza alle ore 13:52 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
categoria: pensieri, sogni, speranza, tempo, vaffanculo, equilibrio, voglia di


giovedì, 20 marzo 2008

centotre

Dormo come una piccola bambina rannicchiata che sogna solo dolci cose. Un sms all'orange gang per dire che l'emozione è forte, così come la paura, ma che sono contenta di avere loro accanto nel giorno più importante della mia vita, nel giorno in cui raggiungerò il mio primo traguardo. Sveglia presto, vado a lavorare. Sorrido. Sono nervosa, ma non voglio pensarci. Il pinguino continua il suo inesorabile countdown. Torno a casa e mi preparo con una strana tranquillità. Cerco di sistemarmi alla meno peggio, qualsiasi cosa avessi messo non mi sarebbe piaciuta. Dieci minuti mi separano da casa mia alla facoltà. A piedi, da sola. La conquista della mia libertà, della mia indipendenza. S o l a. Entro nell' Aula Magna come se nulla fosse. Hanno cominciato da cinque minuti. La ragazza parla con assoluta tranquillità. Io penso che farò una figura tremenda, perchè mi conosco. Perchè sono in grado di dimenticare tutto in un solo secondo, perchè la mia voce ogni tanto fa dei brutti scherzi, perchè i battiti del cuore sono talmente forti che non mi fanno respirare.
G: Ha ancora le mani fredde
N: Le ha sudate?
G: No!
N: Perfetto, allora non ci dobbiamo ancora preoccupare.
I miei due ometti preferiti parlano di me come se io non ci fossi. Ci sono anche alcuni forummari e li ringrazio tutti perchè mi ha fatto un immenso piacere averli accanto. Mentre loro parlano la mia mente vaga. Penso che avrei bisogno di un momento solo mio, ma penso anche che ho troppa voglia di vedere i miei bimbi. Pochi minuti dopo arriva Ale, con Lele e Iri, gli altri arrivano dopo. Ed evado per qualche minuto. Sono le 17.15. Termina il secondo gruppo. Entro appena in tempo e sento il mio nome, insieme a quello delle altre ragazze. E' il nostro turno. Io sono l'ultima. Il cuore comincia a battere sempre più forte. Arrivano le pine. Solo una ragazza e poi tocca a me. I miei non sono ancora arrivati. La prof parla. Presenta la penultima tesi e si dilunga tanto. Giusto il tempo che arrivino i miei. Qualcuno mi avvisa che sono arrivati. Mi giro. Dani ed Isa. Mio fratello e mia cognata. Avevano detto che non sarebbero venuti perchè non trovavano il posto sull'aereo. C'è il ponte di Pasqua e io ci avevo creduto. Ma quando mi stringono forte, l'emozione è troppo grande. Io li adoro i miei fratelli, le mie cognate, i miei bimbi. Non ci sono tutti, ma so che sono accanto a me. Le mani cominciano a sudare, la testa pulsa, fa male. Stringo forte le mani delle mie pine. Tocca a me. Il professore non trova la mia tesi e gli porgo la mia. "Lo sviluppo sostenibile: El código ético mundial para el turismo". Lascia la parola alla mia relatrice. Era lei a farmi paura, perchè non credevo che la tesi le fosse piaciuta. Mi stupisce. Presenta la mia tesi e mi lascia senza parole. Le è piaciuta. Un argomento interessante, del tutto attuale. Tutto il discorso che mi ero preparata non è servito a nulla. Tutto quello che ho detto non era preparato. E' stata una vera e propria discussione. I prof soddisfatti. Si ride e si fa qualche battuta. Ma anche una critica seria al modo di fare turismo. Potrei parlarne per ore. Ma hanno tutti fretta. "Il prof voleva fare una domanda, ma glielo impedisco". E mi metto a ridere. Mi alzo. Sono tutti dietro di me, pronti ad abbracciarmi. E mi fiondo su di loro. Le lacrime di mio padre, i singhiozzi. E quelle di mia madre, anche se le ho a malapena viste. Confusione. Si esce. Qualche minuto e ci sarà la proclamazione. Io non so cosa sento. Niente. Troppo. "La proclamo dottoressa con la votazione finale di centotre". Mi hanno dato il massimo del punteggio finale. E non mi importa di non essere arrivata al 110. Non mi importa. Sono fiera di me, sono fiera della discussione e della tesi. So quanto ho faticato e so quanto ho dovuto lottare per recuperare gli errori di due anni interi. Errori recuperati in poco più di un anno. E per me quello è stato più di un centotre. L'emozione è troppo forte. E non voglio piangere, ma solo sorridere. Killaquì esce il cartellone con MPSS. L'ha detto e l'ha fatto. E io la adoro. Adoro lei e adoro la pinaemi che per tutto il tempo mi ha tenuto la mano. L'ha detto e l'ha fatto. Sono felice. Ci sono tutte le persone che volevo, alcune anche solo con il pensiero, ma so che ci sono. E quei fiori fantastici. E quegli abbracci e baci da togliermi il fiato. Felice come mai. Si brinda. Lo spumante addosso. Dicono che porti fortuna. Ma non mezza bottiglia. Tanto te la faccio pagare prima o poi. La voglia più grande è quella di un abbraccio stretto e di un bacio. Il bacio stasera non posso averlo. Si torna a casa. Mi sembra di volare come una farfalla. Leggera. Non capisco assolutamente nulla e non mi rendo conto di essere una neolaureata. E probabimente non me ne renderò davvero conto fino a quando non rimetterò piede in facoltà. La cena è con tutti i parenti. Regali tanti. E tanti sono i sorrisi. Ma quelli speciali per me sono quelli della mia famiglia. E della mia orange gang: Clite, Killaquì, Manju, Norty e Gas. Un bigliettino arancione per loro, per ringraziarli di avermi sopportata in questi ultimi mesi, negli ultimi giorni. E per dir loro che semplicemente li adoro. E un bigliettino loro. Il più bello, insieme a quello delle mie cognate. La laurea non è la fine. Ma solo l'inizio di qualcosa di ancora più importante. L'inizio di una nuova corsa, il raggiungimento di un nuovo traguardo. Sempre più importante, sempre più grande, sempre più vicino. Il traguardo più grande è avercela fatta. E' non essere piatta. E' guardare il mio passato e vedere il modo in cui sono cambiata. E quel messaggio di Pierdo che mi ricorda che quando ci siamo conosciuti ero solo una bambina. Adesso sono una bambina che sta crescendo, che cambia, che non vuole mai essere la stessa di ieri, la stessa di domani. Ho la rivoluzione dentro. Sono soddisfatta di me stessa. Questo è stato solo il primo dei miei traguardi... E non mi fermerò mai, non mi accontenterò mai. Non basterà mai questo post per descrivere l'emozione che ho dentro. Bisognerebbe guardarmi negli occhi per capire quanto io sia felice. Quanto io sia felice anche oggi, di avere i miei bimbi qui, di stringerli forte. Loro, i miei fratelli. Di quanto io sia felice di sapere che sono venuti solo per me. Di quanto io sia felice di avere degli amici grandiosi. Di quanto io sia felice di me stessa.
postato da doza alle ore 18:17 | Permalink | commenti (14) / commenti (14) (pop-up)
categoria: pensieri, ricordi, sogni, amicizia, tempo, feste, studio, sorrisi, vivere, libertĂ , voglia di