co|mu|ni|cà|re
1 v.tr., render comune, far partecipi altri di qcs.: c. un’idea; c. la propria gioia, i propri progetti; gli ho comunicato le mie intenzioni | far conoscere, far sapere, confidare: c. una notizia, c. un segreto a qcn. | diffondere, divulgare: c. un avviso
Sembra la cosa più facile del mondo... quella di comunicare, o almeno lo dovrebbe essere. E sicuramente è la cosa più importante che ci possa essere. Ultimamente questo termine me lo sono ritrovata spesso davanti. Sempre più spesso. Incomprensioni, problemi, discussioni, liti... nasce tutto dall'incapacità di comunicare, di esprimersi, di parlare e di ascoltare. In un momento in cui cerco di capire di più me stessa, mi tocca anche confrontarmi con la mia [in]capacità di comunicare. E io non so farlo. O meglio. Io non so più farlo. Perchè prima di farlo con gli altri, bisognerebbe saperlo fare con se stessi. E io ho smesso da tempo ormai. Ho smesso di ascoltare quello che ho dentro, di ascoltarmi. Ho smesso di capire che cosa mi succede in quegli attimi assurdi in cui intorno a me c'è solo un muro e niente più. Quegli attimi in cui non riesco a parlare. In cui le parole non vengono fuori. Attimi in cui le parole dovrebbero venire fuori, devono venire fuori. Eppure non ci riesco. Mi chiudo. Chiudo me stessa dentro una scatola. Incateno la mia anima. Ma perchè. Me lo chiedo costantemente. E poi sono proprio quegli attimi in cui invece avrei così tante cose da dire. E non ci riesco. E me la prendo ancora di più con me stessa. Quella me stessa che ultimamente mi fa solo rabbia. Perchè fa i capricci. Perchè si comporta come una bambina viziata e stupida. Perchè... Perchè... Perchè... Vorrei tanto saperlo il perchè. E sbatterci la testa contro. Ma fa così male guardarmi dentro. Fa così male quando quelle parole devo tirarle fuori. Paura. Di che non lo so poi. Di scoprire cosa? Raggomitolata su me stessa, stringendo forte un cuscino rosso. Per nascondermi. Per paura di me stessa. Paura di guardare dritto negli occhi. E vorrei tanto capirlo che mi prende in quegli attimi. Vorrei saperlo. Per me. Per lui. Per loro. Non è facile per nessuno. E quando in quei momenti mi costringo a farlo ho una stretta allo stomaco. Però quei momenti, quelli seduti sulle panche, quelli passeggiando sotto gli alberi, quelli con la testa poggiata sul cuscino a guardarsi negli occhi... sono quei momenti che desidero. Perchè, anche se fanno male, mi aiutano. E penso che prima ero in grado di parlare ore e ore. Parlare e ascoltare. Senza fermarmi[ci] mai. E vorrei che fosse di nuovo così. Vorrei avere di nuovo quella parte di me stessa che non ha paura di se stessa. Che fine ha fatto. Ma soprattutto perchè non c'è più. Domande. Solo domande. E mi chiedo anche se riuscirò mai a trovare una risposta anche ad una sola di queste domande. E mi chiedo se in tutto questo c'entri la mia voglia di farcela sempre e comunque da sola, pur avendo delle persone accanto. E mi chiedo se c'entrino l'impossibilità di poter esprimere me stessa per tanto tempo e il dovermi continuamente reprimere. Cerco di capire cosa mi ha portata ad essere così. Ma anche se lo capisco, come si fa a cambiare. Sono tante le domande, troppe. Troppe quelle a cui non so trovare una risposta. Sarebbe tutto più semplice. E se qualcuno mi avesse detto che io un giorno sarei diventata così, non gli avrei mai creduto. Eppure...



Sono felice se... il sole splende, il cielo è limpido e fa caldo...
Sono felice se... mentre attraverso via basile, per andare all'università, sorrido dopo che un tizio mi blocca impedendomi di finire sotto una macchina...
Sono felice se... mentre cammino per strada mi sembra ancora di sognare...
Sono felice se... questo sogno dura fino alle 8.45 e non ho la fretta di arrivare a lavoro...
Sono felice se... baci, abbracci, sguardi, sorrisi, parole...
Sono felice se... con baci, abbracci, sorrisi e parole il mio umore, nero dopo un brutto sogno, sorride di nuovo...
Sono felice se... adoro le sorprese e qualcuno me le fa...
Sono felice se... è imprevedibile ed è in grado di sorprendermi giorno per giorno...
Sono felice se... finalmente posso usare i rollerblade che le pine mi hanno regalato...
Sono felice se... dopo mezz'ora di pattinare, ho totalizzato quattro cadute....
Sono felice se... sono piena di lividi, le ginocchia e il popò mi fanno male, però riuscirò prima o poi a farcela...
Sono felice se... cuciniamo insieme antipasto porcheroso ai formaggi...
Sono felice se... cena e post annesso con la orange gang mi rendono strafelice...
Sono felice se... si balla abbestia e riesco finalmente a scaricare l'adrenalina accumulata post laurea...
Sono felice se... dopo Rocket decidi di tornare di nuovo con noi e balliamo al nostro solito e meraviglioso modo...
Sono felice se... basta un solo abbraccio, un solo sguardo, per riuscire di nuovo a vedere il sorriso su quel volto che tanto adoro...
Sono felice se... un sms mi dice che sei felice e io non avevo dubbi che sarebbe stato così...
Sono felice se... quattro giorni su cinque...
Sono felice se... sono solo quattro su cinque per cause di forza maggiore...
Sono felice se... il buongiorno si vede dal mattino...
Sono felice se... mare, sole, spiaggia...
Sono felice se... mangio gelato setteveli e vaniglia... sbavvvvvvvvvv
Sono felice se... compà, cucì, biunna, lady oscar, nicole...
Sono felice se... riesco finalmente a vedere la prof dopo tre settimane dalla laurea e comincio a pensare seriamente al mio futuro...
Sono felice se... Barcellona, Madrid, Valladolid...

Sì, sono proprio felice. E sorrido pensando a ciò che di bello mi circonda, alla fortuna che ho di conoscere persone fantastiche e di poter condividere con loro qualcosa di assolutamente meraviglioso, come lo è la nostra amicizia. Un'amicizia che supera qualsiasi ostacolo, che non si ferma alle piccole incomprensioni. Un'amicizia che si basa su un affetto che va oltre lo stare insieme ogni giorno. Perchè sorridere, e farlo tutti insieme, è il regalo più bello... per me, per ognuno di noi. Perchè condividere questi momenti della mia vita con l' og è la cosa più bella che mi sia capitata... Perchè tutto sa di vita, di aria fresca, di libertà... Perchè non riesco a smettere di saltellare... Perchè mi sento felicemente idiota... Perchè ho il sorriso da ebete felice... Perchè abbiamo il sorriso da ebeti felici... E quello che mi rende più felice non è riuscire a sorridere, ma veder sorridere tutti voi... E avrei altri centomila motivi da scrivere per ricordare quanto sono felice, ma basta tenerli dentro di me, conservarli, e ricordarmene un giorno, per sorridere ancora.