venerdì, 29 febbraio 2008

Dentro ad un vortice

Stress e stanchezza. Voglia di dormire e di riposarmi. 19 Marzo 2008... laurea... "dottoressa di sta minchia". A pensarci mi vien da ridere. Nessuna ansia al momento, almeno non manifesta. Perchè poi ci sono i brividi, le mani fredde e sudate, la tachicardia random, il respiro che manca, la testa che gira. La paura che prende il sopravvento. Quella voce che mi comanda e che mi dice di non farlo... e io non lo faccio. E lo so che sbaglio, e lo so che mi faccio solo del male. Ma io ho voglia di farmi del male. Perchè le cose semplici, NO, non le voglio. E' parlare che mi fa male, che mi innervosisce, che mi fa tremare. No, non è il freddo. E' l'abisso che ho dentro. Vuoto? [V U O T O]. Se ho paura a sentire il silenzio. Faccio di tutto per nascondermi[lo]. Perchè è come un pugno nello stomaco. E non si può scappare, qui non si può scappare. Ma devo trovarlo quel coraggio per guardare in faccia la realtà, anche se fa male. E la paura fotte la vita... la paura ti fotte la vita. Perchè ti porta a distruggere le cose... tutto quello che di bello c'è. Perchè non vuoi far del male a nessuno, perchè non meriti niente. S T R O N Z A. Che tanto non c'è bisogno che qualcuno me lo dica, lo so da me, e me lo ricordo giorno per giorno. Quando mi isolo, quando non parlo, quando non sorrido, quando non vorrei far altro che urlare, quando taccio, quando sono emotivamente instabile. Eppure le giornate di sole ci sono... quelle che ti riscaldano la pelle, quelle accompagnate da dolcissimi abbracci che ti riscaldano il cuore. E ci sono anche parole che ti rimangono dentro, che ti tolgono il fiato, che ti fanno tremare. Parole che ti rendono felice. Parole e desideri dai quali però fuggi. Stupidamente. STRONZA. Quando cazzo ti ci rimetterai in gioco... Mostrale le palle, adesso, e dimostra di saper veramente vivere...

vortice2Tu prova ad avere un mondo nel cuore e non riesci ad esprimerlo con le parole.
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sabato, 23 febbraio 2008

22 febbraio 2008



L'hai fatto anche ieri sera. Risveglio dei sensi (mai addormentati).

Esco da casa con mezz'ora di ritardo sull'orario prestabilito. A volte penso di essere una ritardata(ria) cronica. Arriva Norty e scappiamo subito da Killaquì. Prima tappa supermercato. Il vino. Bianco. Rosso. No, prendiamo la birra. Ma se ci caliamo la vodka? Vada per il Nero D'Avola. Un litro e mezzo in tre. Piove, ma non importa. La Manju telefona. Arriverà in ritardo e noi l'aspettiamo. Entriamo. Prima tappa il bagno... dei maschi: le donne sono sempre troppo lente. Il tempo di arrivare sotto il palco. Cinque minuti e si inizia. Le luci si spengono. Il cuore batte forte. Il vino è in circolo. I nostri sorrisi e gli sguardi si incrociano.
Si comincia.
E sarò cieco, forse libero
Solo nell'alba di un patibolo.
Dentro una storia senza più titolo
Scegliendo un ruolo senza credito
Strappando il fiore più carnivoro
Io cerco il fuoco e mi brucerò.
Si salta, si balla... fino all'ultimo respiro. Sentire quelle parole che mi accompagnano ormai ogni giorno da tre mesi, quelle parole che mi regalano il sorriso e mi fanno sentire libera, forte. Sono solo conzonette. No, sono emozioni, sono aria pura che circola nelle vene, sono una droga. Perchè il vuoto e s p l o d e r à.
Il cuore della fiamma è gelido
ma quella lingua accesa ci scalderà
non abbiamo niente da perdere.

Dammi un po' di te
La parte più dolce
Prendi un po' di me
Respira più forte.
(cerco i tuoi occhi, ma li trovo solo quando la canzone è finita)
Per sentirti più forte
Per urlare più forte
Per soffrire più forte
E respirare più forte
Per amare più forte
Per colpire più forte
E abbracciare più forte
Tutto il tempo che resterà.

Dentro una terra di sole e veleni C'è un paradiso infestato dai demoni Spettri temuti con nomi e cognomi Che tremano solo di fronte alla verità Quella del coraggio di chi sfida l'oscurità Quella di chi scrive denunciando la sua realtà Le anime striscianti che proteggono l'incubo Sotto la scorta di un domani che scotterà
(Perchè noi la mafia non la vogliamo. Perchè la Sicilia non è solo questo).

Quante volte ho gridato nel sonno
Per strapparmi di dosso il ricordo
di una porta chiusa intorno a me
di una voce chiusa dentro me.
(Si salta, si urla, si grida, abbracci, lingue, noi).
Tu sai difendermi e farmi male
Ammazzarmi e ricominciare
A prendermi vivo
Sei tutti i miei sbagli.

Liberi tutti
Liberi tutti
Liberi, liberi, liberi
Liberi tutti
Liberi tutti
Liberi tutti
Liberi, liberi, liberi
Liberi tutti
Da ciò che uccide te e tutto ciò che ho intorno
Dall'uomo che non è padrone del suo giorno
Da tutti quelli che inquinano il mio campo
Io mi libererò perché ora sono stanco
.
(Solo noi)

Quasi quasi lo farei Quasi quasi dimmelo Quasi quasi ti ho tradito E mi sono divertito Quasi quasi non ti ascolto Quasi quasi ho il vomito Quasi quasi esagero Se mi sopravvaluto Vorrei una discoteca labirinto Bianca senza luci colorate Grande un centinaio di chilometri Dalla quale non si possa uscire
(E mi sveglio cantandola e ballandola. Le gambe fanno male. Ma non importa)

Ti farò male più di un colpo di pistola
È appena quello che ti meriti
Ci provo gusto me ne accorgo ed allora
Non mi vergogno dei miei limiti e lividi
Come ti gira dopo un colpo di pistola
Ti vedo un po' a corto di numeri
Ci provo gusto me ne accorgo ed allora
Non mi seccare coi tuoi alibi alibi
.

Nuova ossessione che brucia ogni silenzio,
Dammi solo anestetici sorrisi e ancora
Nuova ossessione corrodi ogni momento
Sei la visione tra facce da dimenticare.
(E lei quei sorrisi me li regala. Ce li regaliamo. Siamo le più felici del mondo)

Via da chi rinuncia e non ti lascia tentare Via da chi ti infanga e non rinuncia a mentire In tutti quei ricatti stesi ad aspettare Nel dispositivo umano definito amore.
La sconfitta è un'eleganza
Per l'ipocrisia di chi si arrende in partenza.

(S T O P)
(Ci guardiamo e ridiamo perchè è il nostro pezzo preferito. Energia allo stato puro)


Libera quanto basta per
Libera quanto basta per
Dare alla tua strada un nome e l'ultima risposta.

Non ci sono tutte, ma quelle che mi accompagnano ogni giorno. Due mesi di attesa. Tutto finisce in poco più di due ore. La Manju nel frattempo arriva, almeno ci seguiamo l'ultima parte insieme. Felici noi. Il vino sembra essersi fermato. Quando finisce il concerto mi sento ancora brilla, come se avessi appena bevuto. Sono estasiata. Continuo a saltellare per strada, non riesco a fermarmi. La macchina è là. No, è da quel lato. Scommettiamo? No, c'hai ragione. Direzione Rocket, dopo aver lasciato la Killaquì al suo principe. Ci sono tutti. Da quanto tempo non ti fai vedere. Non vieni mai. Ogni tanto però mi divertono. Ogni tanto. E bacio. Mordo. La mia lingua non sta ferma. E la pina si sconvolge. E rido. Si torna a casa. In macchina mi addormento, non reggo più. Siamo a casa. E quella lingua continua a muoversi. E quelle lingue continuano a muoversi. Una dolce notte... un dolce risveglio con i sub ancora in testa. Stasera di nuovo insieme. Ti adoro. Vi adoro. E rido. Sono felice.
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giovedì, 21 febbraio 2008

meno uno

meno12

.mancano solo 24 ore.

Vorrei una discoteca labirinto
Bianca senza luci colorate
Grande un centinaio di chilometri
Dalla quale non si possa uscire

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sabato, 16 febbraio 2008

sono come una bolla di sapone

Ma anche sì. Mi sveglio accompagnata da dolci ricordi di coccole notturne, da sorrisi e messaggi che mi danno il buongiorno, e la buonanotte. Rileggo, ripenso… a volte mi sento profondamente stupida quando sono felice. Mi sento stupida quando non riesco a trovare un senso a quello che succede, quando sorrido e non c’è un motivo. Sono felice, non c’è molto da dire. Sono in carenza di cIoccolata. Ho tanta forza di volontà. Mancano sei giorni. Andiamoci piano… sì, come no. Ma tipo… ma anche sì… fino a farti confondere. E mi piace confondermi così. E mi piace quel “e…”. E mi piace immaginarmi dal di fuori, guardare me e le mie pine sedute al messicano a festeggiare S.Saffo, che senza di loro mi dice che è S.Zaffo, e ha pure ragione. A guardare tutte le coppiette intorno, che a noi ci fanno un baffo, perché siamo l’immagine della felicità e dell’allegria. E se ci danno anche la sangria il gioco è fatto e le risate le sentono tutti. E quel dannato orecchino lo perdo sempre, ma se lo perdo per strada non c’è nessuno sui cui cercarlo poi… ma per fortuna l’ho ritrovato anche stavolta. E chi se ne frega se tutti ci guardano come se fossimo tre aliene. Siamo noi tre e ci godiamo la nostra felicità, che ce la meritiamo tutta. E io mi godo la mia.

Ma anche no. Sono stronza, lo so perfettamente. La mia libertà, quella di essere me stessa, di essere mia, non la perderò più. E mi piace, e mi fa godere, e mi dà forza. Sono io che detto le regole del gioco, della mia vita. E non me ne faccio niente di persone che pretendono di sapere cosa ho dentro. È tutto solo mio. Che non mi fidi delle persone si sa. E mi metto a ridere se qualcuno, dopo averglielo ripetuto diverse volte, mi dice che non sono un’amica. La fiducia si conquista, non si regala. Ed essere considerata troia, in tutte le sue accezioni. Attenzione, meglio avvisarle le persone che decidessero di frequentarmi… diventereste, per proprietà transitiva, amiche troie della sottoscritta, o comunque, se siete uomini, non avete cervello. Ah, una precisazione… io vendicativa non lo sono mai stata, non sono come te. Basterebbe usarli ogni tanto quei neuroni e quelle connessioni sinaptiche che solo a te funzionano, piuttosto che sparare subito a zero sulla sottoscritta… ma, ma, ma… non ero morta io? Ecco, continua a roderti il fegatuccio e a pensare alla vendetta, io nel frattempo mi godo la vita.

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domenica, 10 febbraio 2008

broken mirror

O-d-i-O

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